Truffa tecnofase: sequesto e strascichi
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Il sito del sedicente Marcello Colombo è stato messo sotto sequestro prefallimentare dalla PolPost di Milano e nè è stato incaricato curatore lo studio AZ Pisani.


Con questo provvedimento la truffa può considerarsi conclusa e si avvia un iter giudiziario che potrà durare anni ed anche non portare a nulla se effettivamente il titolare della ditta Tecnofase aveva abusato di identità altrui. Cosa ancora da dimostrare 

Comunque il suo esito non avrà alcuna rilevanza sulle perdite subite dai clienti dei venditori che si sono appoggiati a Tecnofase. E’ quindi inutile rimandare all’esito di una vicenda giudiziaria appena istruita la soluzione di un contenzioso concreto che si è creato in un rapporto tra due parti: eBayer acquirenti che hanno acquistato da eBayer venditori sulla piattaforma eBay regolata dalle Leggi della Repubblica Italiana e dal regolamento eBay.

L’esistenza di un terzo soggetto esterno è cosa che riguarda unicamente i venditori che autonomamente hanno stipulato accordi per conseguire vantaggi che, giustamente, non avrebbero condiviso con altri.  Il contenzioso è quindi tra venditore ed acquirente ed è in questi confini che occorre fare il conto dei danni materiali e delle relative responsabilità.

Questi danni sarebbero due: uno supposto e l’altro reale. Quello supposto riguarda le tariffe che i venditori dovrebbero pagare ad eBay. Una sciocchezza: eBay sa già della truffa ed accetterà automaticamente le richieste di storno appena riceverà la copia della denuncia presentata dal venditore. L’unico danno reale è quello subito dagli acquirenti ed occorrerà vedere chi deve farsene carico.

Giudicando dai commenti in calce al nostro articolo che avvisava della truffa, i venditori non ritengono di farsene carico avendo svolto, sostengono, un mero ruolo di intermediari o, come fantasiosamente sostiene uno di essi, di ‘Assistente alle vendite‘.  E’ una corbelleria insostenibile sia in sede legale che a livello del comune buonsenso.
Gli utenti eBay che si sono prestati alla truffa del sedicente (o vero) Colombo hanno agito nella loro qualità di venditori, non ne hanno mai manifestato altre sino a quando eBayabuse non ha avvisato che si trattava di un falso dropship. E neanche potevano averne altre che richiedono precisi adempimenti legali e fiscali non attribuibili da un ridicolo contratto sottoscritto via email con una inesistente azienda.

Il danno c’è, è uno solo ed è stato provocato da scelte autonomamente fatte – e male – dai venditori che, anche in contrasto con il Regolamento della piattaforma, hanno indicato agli acquirenti coordinate di pagamento appartenenti non a loro ma ad un soggetto terzo che gli era sostanzialmente sconosciuto.

Alcuni venditori sostengono di aver fatto ogni possibile controllo sull’affidabilità di Tecnofase. Ma dove? Quando? Si sono limitati a prendere atto di documentazioni inviate dallo stesso truffatore, non si sono accorti che i ‘bonifici bancari’ erano diretti su carte prepagate, non si sono meravigliati che una azienda con un magazzino degno di Pixmania proponesse anche pagamenti tramite PostePay, non hanno notato le millanterie pubblicate nel sito del dropshiper.

Per settimane hanno continuato a vendere migliaia di Euro di merce senza porsi alcun problema e si sono risvegliati solo quando eBayabuse, avendo fatto elementari controlli alla portata di chiunque abbia un collegamento Internet, li ha avvisati dell’imbroglio. E si sono scoperti ‘Assistenti alle vendite’.

Ci dispiace molto di quello che gli è avvenuto ma per il momento le uniche vittime della truffa sono gli acquirenti che loro hanno indotto a pagare un soggetto che non c’entrava nulla con la transazione e senza avvisarli di questo particolare. E’ supponibile che, se l’avessero fatto, in molti non avrebbero perfezionato l’acquisto.

Nel comportamento dei venditori ci sono tali inadempienze che la loro diretta responsabilità nel danno causato agli acquirenti non potrà non essere sancita nella sede giudiziaria alla quale il loro tentativo di sottrarsene certamente li porterà

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