Truffa Tecnofase: ecco il nome
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Si chiama Alessandro Penzo, di Chioggia, benestante, figlio di un esponente della Lega. Avrebbe abusato dell’identità di Marcello Colombo. La notizia è stata data da chioggiaazzurra.blogspot.it   e ci è stata girata dal blog stesso. Il testo è integrale, non ci sono nostri interventi


La vicenda è complessa, cercheremo di sintetizzarla. Una persona ha, in pratica, una doppia vita: una ufficiale, con una famiglia, con dei normali comportamenti, con il consueto giro di amicizie di un giovane, con il suo bar abituale… e compagnia bella.  E un’altra vita, nella quale spunta un lato oscuro, un mister Hide, che non sappiamo come ha iniziato, magari la prima volta per uno sbaglio inconsapevole su internet, probabilmente sullo stesso sito di vendite on-line E-BAY.

Poi, forse, gli è andata bene, e quindi, immaginiamo, ci ha preso evidentemente gusto a destreggiarsi in questo lato diciamo oscuro, arrivando ad articolare un meccanismo consumato e “scientifico” per truffare con delle vendite fittizie su internet. Evidentemente però ha scelto di ricavarsi un “ paravento” e mentre in altre truffe di cui abbiamo avuto notizia nei mesi scorsi questi soggetti si erano procurato delle “ teste di legno” e cioè persone disposte a diventare dei prestanome (vedi truffa “ stappa e vinci”) in questo caso, la mente che ha architettato tutto, è riuscita in un modo sicuramente illecito a procurarsi i dati di un altro ragazzo, una persona seria, una persona che ha anche delle professionalità nel campo informatico, un ragazzo che non ha MAI avuto nessun problema di natura legale, con le stesse caratteristiche di età, e con questi dati, è oggetto di indagine in che modo, APRE a nome di questo la ditta: “ TECNO FASE” a Milano, aprendo la partita iva presso l’agenzia delle entrate di Milano2. Ripetiamo con i dati, evidentemente carpiti in qualche modo non lecito, viene aperta la ditta TECNO FASE a Milano, per cui ci sono SICURAMENTE dei documenti falsi, con questa ragione sociale con dei contratti a progetto inizia ad ingaggiare ragazzi e ragazze giovani che hanno bisogno di lavorare con la promessa di una percentuale sugli articoli che saranno venduti, il tutto sempre telefonicamente, con spedizione del contratto,senza MAI incontrare queste persone parlandoci solo telefonicamente. La persona che aveva i contatti telefonici si qualificava come avvocato, spingeva questi venditori ad aprirsi dei profili sul sito di vendite on-line ebay per vendere questi articoli tecnologici, con la promessa delle percentuali sulla vendita, che sarebbero state incassate ogni mese. 

Dopo tre o quattro mesi questi venditori si accorgevano che non solo non ricevevano alcuna provvigione e inoltre venivano, possiamo ben capirlo, tartassati dagli acquirenti che non ricevevano alcunché dopo aver pagato in anticipo la merce, e che se la prendevano con questi venditori in quanto le vendite erano perfezionate sul loro account personale su ebay.

A dicembre scorso, questa persona di Chioggia, viene rintracciata telefonicamente dal fidanzato di una di queste venditrice, ovviamente incavolato nero, al quale contesta tutti questi comportamenti truffaldini. “Il giorno 4 dicembre, ricevo una telefonata da un amico, a suo volta contattata da questa persona che mi avverte di questa situazione” ci racconta l’amico che è diventato il capro espiatorio di tutto questo giro “ Da là, ci siamo incontrati, mi ha raccontato tutta la vicenda davanti ad un caffè e, insieme, siamo andati immediatamente a fare tutte le denunce dovute, ripeto insieme, alla polizia postale di Mestre il giorno 5 dicembre, la denuncia è agli atti e ce l’ha in mano il mio avvocato” . A Mestre, nel depositare la denuncia, ripetiamo insieme con uno dei venditori ingaggiati ( e truffati) , si viene a sapere, dando anche una certa tranquillità a questo ragazzo chioggiotto che in un primo momento si era veramente disperato per la vicenda, che la polizia era già sulle tracce della mente organizzatrice di cui però si pensava che fossero più soggetti mentre, sembra, alla fine le indagini si sono chiuse su un’unica persona insospettabile.
Agli atti c’è una denuncia della polizia postale sul signor Alessandro Penzo nato il 30 novembre 1975 residente a Chioggia in via Padre Emilio Venturini, 2/c figlio di una famiglia particolarmente benestante, il padre è stato assessore durante la prima amministrazione Todaro, ovviamente noi non possiamo sapere se è effettivamente lui l’architetto di questa truffa on line particolarmente articolata. Però confermiamo che la persona indagata e denunciata per gli atti sopra riportati è effettivamente il signor Alessandro Penzo che questa mattina peraltro abbiamo cercato di contattare invano al numero di cellulare 389- 3147—( omettiamo le ultime tre cifre) e al quale abbiamo inviato un sms per chiedergli se poteva fornirci la sua versione dei fatti. Al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Per il momento è tutto, se avremo degli ulteriori aggiornamenti non mancheremo di comunicarli.

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3 commenti su “Truffa Tecnofase: ecco il nome

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