Rinciari&C: un Bagle – eBay sapeva ma li ha lasciati truffare
Condividi
FacebookTwitterWhatsAppGoogle+Yahoo BookmarksBlogger PostEmailCondividi

Bagle é un virus polimorfo, ad ogni infezione modifica il proprio codice per rendersi irriconoscibile agli antivirus. Proprio come questo virus, da Dicembre scorso i messinesi del falso drop ship hanno infettato le aste di decine di venditori onesti trasformandoli in complici involontari delle loro truffe.

In quella, succosa, appena conclusa, il Bagle si é trasformato in Francesco Restifo, dipendente della ditta Di Pietro Shopping di Giuseppa Di Pietro Fazio. A Maggio, era Alessandro per Musolino Shop di Salvatore Musolino; a Marzo ancora Alessandro per Rinciari Rappresentanze di Piera Rinciari, Nei mesi precedenti é stato  Massimo per Goldphone Telefonia di Maria Alberto, Claudio Ricciardi per Ladyelettronica di Elisa Ricciardi, Luigi Cardia e Luigi Crespi per Crupi Telefonia di Aurora Crupi.

Sempre lo stesso soggetto: la voce dell’Alessandro di Rinciari Rappresentanze é stata riconosciuta dalle rispettive vittime per quella del Francesco di Di Pietro Shopping, di Luigi Cardia di Crupi Telefonia, di Claudio di Ladyelettronica e Massimo di Goldphone.

Il Bagle non agisce da solo  é il regista di azioni che, per essere portate a termine, richiedono la partecipazione di più persone, tra le quali ci sono certamente alcune delle ‘titolari’ dei conti correnti.

Perché le donne esistono realmente, i loro documenti sono autentici ed é anche agevole rintracciarle. A casa di Aurora Crupi c’é stato uno dei truffati di Dicembre. Maria Alberto e Piera Rinciari abitano veramente a pochi passi l’una dall’altra nella borgata San Filippo Superiore. E si conoscono anche bene se questa Piera Rinciari, nata nel 1983 e titolare del conto corrente postale 95204988 é la ventiduenne Piera Rinciari arrestata nel 2004 dai Carabinieri di Messina assieme ai fratelli Riccardo e Vincenzo Alberto per il furto di infissi d’alluminio dal cantiere dell’Università. E’ tra questi nomi che bisogna cercare i complici di Beagle.

Giuseppa Di Pietro e Salvatore Musolino probabilmente non sono direttamente coinvolti ma potrebbero aver messo a disposizione la loro identità per intestare un conto corrente postale ed una prepagata immediatamente consegnati ai truffatori in cambio di pochi spiccioli. Ipotesi avvalorata dal condizionatore che il 21 Luglio ‘Francesco’ ha comprato da nuovaottica facendolo spedire all’indirizzo della Di Pietro.

Ma lasciamo le investigazioni agli investigatori e tiriamo le somme dell’ultima impresa dei Messinesi che ha infettato’ i venditori touch.me.please, costa975, pipino24, devilsiciliano, harlook, tecnofferte, grande_stock_multifirme e mrdankos, coinvolgendo una ottantina di acquirenti, le Polpost di Torino, Udine e Milano ed i Carabinieri di None e Limbiate. Per il momento, perché il grosso delle denunce deve ancora arrivare.

Tra i primi a cadere nella trappola dei messinesi, harlook ha pubblicato le prime aste il 12 Luglio; il 15 é stato avvisato che si trattava di una truffa ma ha continuato a vendere. Tre giorni dopo aveva gà dirottato nelle tasche dei truffatori 2359 euro togliendoli da quelle di L.P. di Messina, E.T. di Poggibonsi, G.R. di Genova, P.R. di Roma, A.M. di Pescara, I.R. di Foggia, C.K. di Milano, F.N. di Perugia, A.B. di Agrigento, A.P. di Cologno Monzese, F.Coop di Palermo, P.F. di Roma. Fatto il guaio e sospeso l’account, harlook é al momento irreperibile.

Anche mrdankos inizia a vendere il 12 Luglio ma, insospettito, il 15 fa una ricerca e trova i dati della banda su eBayabuse; lo stesso giorno avvisa eBay e noi. Da eBay rispondono che hanno preso provvedimenti ed oramai é tutto a posto. Il 16 mrdankos denuncia Di Pietro Shopping. Dei suoi quattro acquirenti, uno ha pagato direttamente a lui con PayPal ed é stato subito rimborsato, degli altri tre non sappiamo.

Almeno due vittime, C.A. di Villasimius ed M.A. di Santorso, le ha fatte devilsiciliano prima di dileguarsi con l’account sospeso.

Stessa storia per pipino24 che in pochi giorni ha fatto versare alcune migliaia di euro sul conto di Di Pietro Shopping a B.Z. SAS da Civita Castellana, C. s.n.c. di Calenzano, F.F. Gaeta, V.F. Castello di Serravalle, S.A. Randazzo, L.G. Santena, S.F. Ostia, T.R. Roma e V.G. di Pordenone. Anche lui account sospeso e irreperibile.

Molti più danni hanno fatto touch.me.please e costa975. La prima intorno ai tremila euro a A.D. di Palazzolo Acreide, B.F. di Rosolina, M.A. di ilano, M.T. Dalmine, B.C. Fano, M.P. Udine, N.R. Magnago, P.M.A. Palermo, R.I. Foggia, S.L. da Barberino del Mugello. Account sospeso, ha presentato una denuncia contro Di Pietro ma, per il momento, non risulta che intenda o sia in grado di rimborsare gli acquirenti che, su sua indicazione, hanno pagato sul conto dei truffatori.

Ai quali, più di tutti, é stato utile costa975 che, il 31 Luglio, ai Carabinieri di None ha dichiarato di essersi accorto del raggiro il 24 mentre, in realtà,  ancora il 27 intratteneva cordiali rapporti epistolari con il truffatore e diceva ai suoi clienti di fare i bonifici sul conto della Di Pietro. Diciannove vittime per oltre 5mila euro: B.A. da Cernusco Lombardone, C.G. Campi Bisenzio, C.M. Palermo, C.N. Firenze, C.I.V. La Spezia, G.I. Busto Arsizio, F.G. Cattolica, G.G. Piedimonte Matese, I.F. Palermo, L.A. villacidro, M.D. Palermo, P.A.M. Todi, P.S. Montecompatri, P.S. Collegno, P.M. Roma, R.F. Gorla Minore, Z.A. Roma, Z.S. Codrongianos, G.G. Piedimonte Matese.

Diversamente si sono comportati tecnofferte e grande_stock_multifirme che, resisi conto di essere stati raggirati, hanno subito bloccato le vendite e rimborsato di tasca propria gli acquirenti. ‘ Poca’ roba per tecnofferte – un Bimby – ma a grande_stock_multifirme deve essergli andato il mondo di traverso quando ha dovuto risarcire i suoi clienti: per conto di Di Pietro Shopping aveva messo in vendita sei netbook Samsung, quindici Nokia E71, otto N95, undici N73, tredici N95, otto 5800 eXpress, due N96, tre PlayStation 3004 e cinque Samsung SGH.

In totale una ottantina di vittime per un danno di alcune decine di migliaia di euro. Che, anche se e quando si riuscirà ad arrestrarli, certamente non saranno risarciti dai messinesi.

I rivenditorì, presentata la loro brava denuncia, si ritengono egualmente truffati e paiono orientati a chiuderla lì; al massimo con qualche scusa. Ma non é così che funziona la cosa. I rivenditori possono dirsi truffati se sono stati truffati ma non loro sono i truffati: i soldi li hanno tirati fuori gli acquirenti per merci che hanno pagato nei tempi e conti indicati dai rivenditori. Che ne devono rispondere con qualcosa più solido delle scuse.

Anche eBay, come al solito, se ne tira fuori. Avvisata subito, solo a cose fatte ha chiuso un paio di account di rivenditori ed ancora oggi lascia attivi quelli dei truffator messineseshoppinge myvirtualreception che, a ulteriore scorno per le sue vittime, fregia il suo negozio di un banner con la scritta: Di Pietro Shopping.

Vuoi ricevere ogni giorno i nostri Sconsigli via email? Clicca qui

eBayabuse è una iniziativa no-profit, senza pubblicità, senza sponsor. A causa dei continui attacchi DDoS siamo costretti ad utilizzare un hosting specializzato che ci costa 600 Dollari all'anno.
Se questo sito ti è stato utile e vuoi ritrovarlo online alla tua prossima visita, aiutaci con un contributo di anche pochi Euro. Puoi farlo con Paypal donando ciò che vuoi sulla email sostienieab@gmail.com con causale 'Sostegno eab'

Su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *