Non farti male

Nella maggior parte dei casi, le truffe online sono il risultato dell’incontro di due rudimentali furbizie: dell’ acquirente che pensa di pagare 10 ciò che costa 30 e del truffatore che glieli prende senza dargli nulla in cambio.

Entrambi i ruoli non hanno bisogno di alcuna particolare competenza e, infatti, la quasi totalità dei ‘diversamente onesti’ che inquinano il commercio online italiano é costituita da soggetti semianalfabeti anche sul piano informatico: smanettoni con esperienze limitate ai pochi, semplici passaggi necessari ad ingannare persone inesperte o distratte. Agissero  nel mondo reale, terminerebbero molto rapidamente la loro carriera in galera o in ospedale e mai riuscirebbero a lucrare come fanno nel web.

Rappresentativo di questa categoria di eroi, quel Policano Nicola – 33enne di Castellammare di Stabia – che ha fatto molte vittime su eBay Classico, eBay Annunci, Kijiji, Bakeca.it, e Adoos ‘vendendo’ iPhone, xBox, Decoder, Nokia ed affitti turistici con il  cellulare 3272460805 e la PostePay 4023600582693679 intestata a lui stesso.
Lusingato dai successi online, Policano  ha voluto misurare le sue capacità nel mondo reale, mettendo in crisi le Forze dell’ordine stabiensi che per due volte e dopo affannosi inseguimenti a piedi nei vicoli del centro cittadino, lo hanno arrestato. La prima  volta aveva scippato due chili di ricotta dal furgone di una salumeria, la seconda una carrozzina da un negozio  di giocattoli.  Il livello é questo.  Difendersi da questa gente non é difficile e non servono speciali abilità: basta ragionare su quello che si sta facendo (se é troppo bello per essere vero, quasi certamente non lo é), controllare i feedback del venditore, chiedere le info di contatto prima di pagare, rifiutare metodi di pagamento troppo rischiosi.

Oggetti offerti a prezzi straordinari, feedback negativi o costituiti da acquisti evidentemente fasulli, disponibilità di grandi quantità di merci da venditori privati, venditori  professionali che non pubblicano la Partita IVA nelle aste (quando c’é si può controllare se effettivamente esiste dal sito dell’Agenzia delle Entrate) o informazioni di registrazione diverse da quelle fornite per il pagamento (dopo aver fatto un’offerta andare qui) sono tutti ottimi motivi per non completare la transazione.
Ma quand’anche questi controlli fossero tutti positivi, occorre fare attenzione ai metodi di pagamento. Di sicuri, a parte le carte di credito e PayPal (ma solo su eBay Classico e se utilizzato direttamente dall’asta) non ce n’é.
Tutti sono a rischio ed alcuni decisamente truffaldini. Vediamoli.

::: Carta di credito (non quelle prepagate)

Metodo sicuro perché vi é la possibilità di richiamare il pagamento (charge back) o chiedere il riaccredito

::: PayPal

Su eBay Classico é obbligatorio per i venditori con meno di 50 feedback. Se paghi con PayPal da eBay Classico, ma tassativamente utilizzando il  pulsante ‘Paga subito con PayPal, comunque vadano le cose sarai rimborsato.  Pagamento sicuro, quindi. Da eBay Annunci (e in ogni situazione esterna ad eBay Classico) il rimborso avviene solo se PayPal trova soldi sul conto del venditore. Cosa che, in caso di truffa, non avviene mai. In linea di massima su eBay Annunci, a parte quelli con Carta di credito, qualsiasi tipo di pagamento é a rischio. E, del resto, quella piattaforma é organizzata su base territoriale perché presuppone lo scambio diretto tra acquirente e venditore

::: Vaglia postale

Sicuro per quanto riguarda l’identità del venditore perché il vaglia viene recapitato al suo domicilio e per incassarlo deve presentare un documento. Ciò non toglie che il venditore potrebbe comunque tenersi i soldi, non inviare la merce e fregarsene della denuncia di truffa che, in Italia, fà meno male di una multa per divieto di sosta. Da evitare in presenza di altri elementi di dubbio (prezzo particolarmene basso, feed equivoci)

::: Vaglia postale veloce o vaglia online

Di solito richiesto da stranieri e pericolosissimi: chi lo riceve va in posta, dichiara la password concordata con l’acquirente e, presentando un qualsiasi documento, magari scritto in cirillico o in fotocopia, incassa i soldi e scompare. Sinonimo di truffa

::: Bonifico bancario verso banche tradizionali o Poste Italiane

I bonifici vanno a titolari che hanno fisicamente acceso il loro conto allo sportello esibendo un documento e che ricevono a casa le comunicazioni della banca. I dati sono quindi ragionevolmente reali. Un bonifico può essere richiamato entro certi termini e con non troppe difficoltà: si porta (al più presto) copia della denuncia per truffa al direttore della propria banca/Ufficio postale, diffidandolo a bloccare la riscossione del bonifico. In questi casi é molto importante inviare alla propria banca/Ufficio postale, contestualmente alla richiesta fisica, una raccomandata A/R con la denuncia e la richiesta a bloccare il bonifico. Come per il vaglia postale, anche con il bonifico bancario può capitare che il venditore non invii la merce, fregandosene della denuncia. Questo tipo di pagamento non può dirsi sicuro e, quando possibile, da evitare

::: Bonifico su banca online

In queste banche i conti si aprono online con procedure che consentono di registrarli a nomi altrui o fittizi. Teoricamente anche in questo caso é possibile richiamare il bonifico ma é molto più complicato  e comunque, in caso di truffa, il conto destinatario risulterà immediatamente svuotato. In Italia vi sono molte banche online, la più nota é IWBank ma ve ne sono tante ed é buona norma controllare che l’IBAN sul quale si fa il bonifico corrisponda ad una filiale fisica della banca (lo si può fare anche qui). Pagamento a rischio

::: Carte prepagate dotate di IBAN

IBAN significa: International Bank Account Number e identifica, in maniera univoca, il conto personale di uno specifico cliente acceso presso una specifica filiale di una specifica banca di uno specifico Paese.
Voluto dal Comitato europeo per gli standard bancari, fu introdotto dal Regolamento (CE) 2560/2001 e divenuto obbligatorio in tutti i Paesi nel 2008. Secondo questo standard, non possono esistere due Codici IBAN uguali. Ma, contestualmente all’IBAN, sono comparsi sul mercato gli IMEL (Istituti di Moneta Elettronica), specializzati nell’emissione di ‘moneta elettronica’ per conto di Banche e Società e, grazie ad una delle tante acrobazione della Finanza internazionale che ci impone tutto e il contrario di tutto a seconda delle sue convenienze, gli IMEL, per estenderne l’utilizzo, hanno attribuito alle loro ‘monete elettroniche’ un IBAN che viene condiviso da centinaia di migliaia di carte prepagate.

Le Cartalis si comprano in tabaccheria e nelle sale giochi. In teoria bisognerebbe presentare un documento per averle e il tabacchino dovrebbe controllarlo prima di incassare i 5 Euro del costo. Lo stesso dovrebbe avvenire nella sale gioco. Non succede quasi mai e, nella pratica, le carte IMEL sono diventate uno dei veicoli di pagamento più utilizzati nelle truffe online, appunto perché si ottengono facilmente con documenti falsi o altrui e consentono al malintenzionato di presentarle come un normale conto corrente. Altre ‘monete elettroniche’ sono emesse dall’Istituto Centrale Banche Popolari Italiane (ItalCard, Carta RealePiù, Vodafone CashCard con IBAN IT27D0500001799CC0010800700) e da MobilMat SpA (Perfecto, MMPay con IBAN IT64L0500001600CC0015003000).
Una prepagata presentata come tale é a rischio, camuffata da conto corrente é truffa certa

 ::: Carta prepagata PayPal

Nonostante il nome, si tratta di una  normale Cartalis, non dà alcuna  garanzia in caso di problemi. Da non confondere con il pagamento via PayPal

::: PostePay

La più famosa e diffusa delle carte prepagate. Priva di IBAN, utilizzatissima  nei pagamenti online. Anche qui, in teoria, ci dovrebbe essere la certezza dell’identità del titolare: la carta la si acquista solo agli sportelli di Poste Italiane, presentando un documento. Quanto possano essere accurati i controlli del personale di Poste Italiane, lo dicono le lunghissime file agli sportelli. Non sono pochi i casi di personale PT arrestato per aver venduto PostePay fraudolentemente intestate ad ignari clienti, di carte intestate a balordi, clandestini (si comprano anche su Internet), rubate, utilizzate per frodi dopo averne denunciato lo smarrimento eccetera. Sino a quando PayPal non si é dotata di una sua carta prepagata, nei Forum di eBay circolava la favola metropolitana per la quale una fantomatica legge stabilirebbe che una ricarica PostePay non può essere considerata pagamento ma solo donazione. Una sciocchezza ma, comunque pagare con ricarica PostePay é consigliabile solo con venditori conosciuti o con molti e qualificanti feedback

::: MoneyGram ed altri sistemi di trasferimento danaro

Da utilizzare solo per mandare soldi a parenti ed amici. In tutte le altre situazioni é come il vaglia veloce.

Arrivati a questo punto, potrebbe sembrare che, online, qualsiasi tipo di pagamento é a rischio. E in effetti é così perfino per la Carta di credito tradizionale, in mancanza del requisito fondamentale del buonsenso che suggerisce di controllare il profilo del venditore prima di acquistare e non dopo aver pagato.
Fallo, gli strumenti sono alla portata di tutti ed anche veloci: feedback e Forum. I primi li trovi nel profilo stesso del venditore, Forum e motori di ricerca ti daranno facilmente informazioni su nickname, dati di pagamento e di contatto. Usando il buonsenso, quasi tutti i metodi di pagamento possono essere validi e non correrai il rischio di infoltire la schiera di utentii che, truffati al loro primo acquisto su eBay, hanno deciso di allontanarsi per sempre dalla Rete.