Le nuove vie della truffa
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betrugPer il momento accade in Germania ma poiché i protagonisti utilizzano conti romeni, irlandesi, italiani e spagnoli, è prevedibile che questa nuova tecnica truffaldina a breve faccia capolino anche da noi.

Si tratta di una raffinata versione del classico furto di account preferibilmente TopSeller, il cui meccanismo tradizionale consiste nel mettere in vendita, una volta impossessatosi dell’account, le merci fittizie del truffatore in aggiunta a quelle del legittimo titolare.

Guardandolo dal punto di vista del bandito, il furto d’account ha una serie di limiti che ne riducono di molto la redditività e derivano tutti dai tempi ristretti consentiti da questa tecnica.

Anche se – e grazie alla totale inerzia di eBay – un furto d’account può prolungarsi per giorni, mediamente resta nella disponibilità del truffatore ore o addirittura minuti.

Da questa brevità del possesso abusivo deriva la tipica fisionomia del furto d’account che non sfugge all’utente capace di osservazione: aste di natura completamente diversa da quelle solite del venditore, descrizioni assenti, in lingua straniera o in italiano maccheronico, richieste di continuare la trattativa via email o su pagine esterne all’account, prezzi eccezionali, pagamenti sempre con bonifici o ricariche.

Capaci di rubare gli account in maniera selettiva, i truffatori sarebbe certamente abbastanza accorti da cambiare il nick della vittima, eliminare le aste originali, oscurare o cambiare le informazioni di contatto, evitare le aste lampo, proporre prezzi vantaggiosi ma non inverosimili, tradurre bene le descrizioni, evitare di mettere in ‘vendita’ sempre e solo gli smartphone più gettonati, permettere i contatti tramite la messaggistica di eBay.

Così facendo, il furto sarebbe ben mascherato ed aumenterebbero vittime e fatturato. Ma il truffatore non ha il tempo di fare tutto questo perché deve portare la vittima fuori dalla piattaforma prima di perdere il controllo dell’account. Si tratta, in sostanza, di una truffa mordi e fuggi, con tutti i limiti del caso.

Bene, anzi male: da qualche settimana sulla piattaforma tedesca di eBay qualcuno ha avuto una semplice quanto geniale idea che annulla d’un sol colpo tutti questi limiti.

Approfittando della faciltà di rubare account in maniera selettiva e del fatto che la rapidità di intervento di eBay è condizionata più dalle segnalazioni degli acquirenti che non dalla richiesta del legittimo titolare, un primo gruppo di mascalzoni, anziché prendere account qualsiasi purchè TopSeller, se li vanno a scegliere tra quelli che vendono merci di valore e non gli toccano nulla, o quasi.

La password di accesso resta la stessa, l’account continua a vendere le sue merci solite con le solite descrizioni ed i soliti prezzi, le informazioni di contatto non vengono modificate, il legittimo titolare riceve regolarmente i messaggi degli acquirenti e questi i suoi, il nome del titolare nelle informazioni di contatto resta invariato. Apparentemente non sta succedendo nulla e nessuno si accorge che non è così per molti giorni sino a quando l’acquirente, non ricevendo la merce nel tempo previsto, protesta e il venditore si accorge che gli hanno sostituito l’IBAN memorizzato nel suo profilo o che, tramite la sua stessa messaggistica eBay, al cliente è stato chiesto di pagare con bonifico anzichè PayPal in cambio di un forte sconto e sempre su un IBAN altrui.

Al momento si contano una decina di casi del genere su eBay.de. Di mezzo ci sono certamente gli onnipresenti Romeni ma probabilmente anche mascalzoni nostrani e di altri Paesi.

Tra gli IBAN fintamente intestati ai titolari dell’account rubato, i conti romeni RO29INGB0000999905211423 di ING BANK di Bucarest e RO66RZBR0000060017903950 di Raiffeisen Bank, il conto irlandese IE32ULSB98504014710580 di Ulster Bank e la prepagata Evolution di Poste Italiane IT30T0760105138250193150197.

Un’altra Evolution IT18M0760105138279263579265 è stata utilizzata nello stesso furto d’account unitamente al conto romeno RO29MILB0000000004670728 a nome di Neagu Ioan Lucian.

Sempre romeni RO78RNCB0264088968600001 di Banca Comerciala Romana a nome Diaconescu Julian e RO67RZBR00000600125356793 di Raffeisen Bank intestato a Marin Munteanu.

Infine tre spagnoli: ES1320382832053000840000 di Didier Gilbert su Bankia SA di Valencia, ES5400750934610700202648 di Banco Popular Espanol a nome di Maria Aurelia Schiop e ES8821008756170100056822 di Caixabank intestato a Sebastian Senaduc.

Questa nuova tecnica truffaldina apre scenari estremamente preoccupanti nel già preoccupante scenario delle truffe su eBay e con presumibili danni collaterali per il venditore che, di norma, dal furto del suo account riceve qualche fastidio ma non danni concreti perché il peso della truffa si scarica tutto sugli acquirenti.

Di norma, infatti, succede che eBay si tira fuori dicendo che non c’entra nulla con le faccende degli utenti, il venditore dice che non è colpa sua se gli hanno rubato l’account ed entrambi rifilano al danneggiato l’ipocrita consiglio di rivolgersi alle Forze dell’Ordine.

In realtà sia eBay che il venditore hanno enormi responsabilità nei furti d’account ma quasi sempre le vittime abbozzano e si tengono il danno.

Ma questo avviene nel tradizionale furto d’account dove le due parti ‘calde’ sono il truffatore che, immancabilmente, finge di vendere l’ultimo iPhone o l’ultimo Galaxy a metà prezzo e la vittima che dopo la prima incazzatura se ne fa una ragione e si dedica ad altro.

Ma con la nuova tecnica la scena cambia sostanzialmente perché diversi sono il profilo della vittima e l’entità del danno.

Nel primo caso sopratutto giovanotti che perdono qualche centinaio di Euro presi ai genitori, nel secondo sopratutto persone adulte, professionisti o collezionisti danarosi che, dopo aver perso qualche migliaio di Euro per un Rolex, un gioiello, un mobile antico o un francobollo raro, molto difficilmente se ne faranno una ragione ma ne chiederanno conto, ovviamente, al venditore o ad eBay oppure ad entrambi. Ed avendo a disposizione i mezzi economici per spostare il contenzioso in Tribunale.

E in Tribunale sia eBay che il venditore che non ha adeguatamente vigilato sul suo account rischiano grosso.

Chi fosse interessato a leggere i fatti direttamente dalla fonte tedesca, vada su Auktionshilfe da questa pagina in poi

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commenti su “Le nuove vie della truffa

  1. A quanto pare funziona proprio così… Ebay segnala il presumibile furto di utenza e poi ti dice che non risponde di nulla. Il venditore non risponde alle mail e tu non puoi fare nulla se non dopo 10 gg aprendo una controversia… Anche il servizio clienti non conferma o smentisce nulla. Non ti fornisce i dati dell’utente ne altro…

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