La farsa dei feedback
Condividi
FacebookTwitterWhatsAppGoogle+Yahoo BookmarksBlogger PostEmailCondividi

L’unica forma di garanzia data da eBay é uno standard pensato male, usato peggio e che si può acquistare liberamente e per pochi centesimi di euro sulla stessa piattaforma


eBay li descrive così: ‘Il feedback è composto da commenti e punteggi lasciati da altri utenti eBay con i quali hai effettuato delle transazioni. Si tratta di un sistema che consente di controllare la tua reputazione su eBay. I commenti vengono inclusi, insieme al Punteggio di feedback complessivo, nel tuo Profilo di feedback.

powersellerI feedback sono nati con eBay, sono il sistema ufficiale per certificare la reputazione degli utenti. Non se ne può, quindi, fare a meno e, convenzionalmente, si accetta il principio che più feedback positivi siano meglio di meno e che la percentuale di positività rappresenti effettivamente la correttezza del titolare.

Ma tutto questo non é vero perché, a parte le distorsioni che vedremo più avanti, il sistema é inadeguato per l’impossibilità di regolamentare e renderne obbligatorio il rilascio. Questo limite inficia il sistema alla sua base e rende sostanzialmente insignificante il punteggio di feedback, quale che sia la sua dimensione e la percentuale di positività.

Secondo la sua natura di riconoscimento della correttezza, il commento dovrebbe essere rilasciato appena le parti assolvono al loro obbligo: quindi al venditore quando l’oggetto arriva ed é conforme alla descrizione, all’acquirente, al ricevimento del dovuto. Ma questo fatto non può avvenire nella pratica perché una delle due parti, l’acquirente, assolve al suo compito ben prima dell’altra: il pagamento, comunque avvenga, é molto più veloce della spedizione e, quindi, il venditore dovrebbe rilasciare il suo giudizio positivo per primo.

Ma chi garantisce che l’acquirente, ricevuto l’oggetto conforme, lasci il feedback al venditore? Ci sono tantissimi utenti che si affacciano su eBay per acquistare una sola volta e, ricevuta la merce, non si curano d’altro. Non solo: un acquirente occasionale, personalmente non interessato a crearsi una reputazione sulla piattaforma, potrebbe ricattare il venditore e, con la minaccia di un giudizio negativo, chiedere storni, rimborsi e quant’altro.

Un metodo inaffidabile, quindi. E, infatti, sulla piattaforma ci si regola diversamente: il venditore, nella maggior parte dei casi, si rifiuta di rilasciare il feedback per primo, benché abbia ricevuto il pagamento.

Questa che potrebbe sembrare una soluzione al bug, é invece la ragione che annulla il significato di garanzia del commento di fine transazione: l’acquirente non occasionale e magari a sua volta venditore, rilascia feedback positivo, anche se insoddisfatto, per non riceverlo, a sua volta, negativo.

Ne consegue che il valore percentuale che accompagna i feedback degli utenti non é sicuro indice di correttezza nelle trattative.

Ma il de profundis ai feedback lo dà eBay stessa che ne consente un florido commercio sul portale. Screensaver, immagini, file di testo e altre centinaia di pretesti in consegna digitale venduti a pochi centesimi e, a volte, gratis: in due ore, investendo un solo euro, e senza muoversi dalla piattaforma, ci si può costruire una ‘reputazione’ da 100 feedback 100% positivi.

fb1

Su