Il caso Arcapel

Il 13 Gennaio 2010 eBay sospese dalla piattaforma ed in via definitiva l’account TopSeller www_arcapelsrl_it della società di import-export messinese Arcapel. Motivazione ‘la scarsa soddisfazione degli acquirenti‘ dimostrata, secondo eBay, da due feedback negativi ricevuti nel precedente mese e dal relativo crollo delle ‘stelline’.

Su eBay dal 2008, al momento della sospensione il TopSeller aveva il 99,6% di feedback positivi ed ovviamente ritenne del tutto immotivato il drastico provvedimento preso nei suoi confronti e, tramite lo Studio legale Torre, depositò un ricorso con procedura d’urgenza al Tribunale di Messina contro eBay Italia SRL.

La procedura d’urgenza è prevista dall’art.700 del Codice di procedura civile nei casi in cui far valere il proprio diritto in via ordinaria creerebbe pregiudizi imminenti ed irreparabili. A buona ragione Arcapel potè invocarlo in quanto la sospensione della sua attività commerciale su eBay gli avrebbe procurato (e gli procurò) gravi danni economici e di immagine.

Il ricorso fu accettato dal Tribunale e la controversia fu discussa avanti la Sezione Provvedimenti Speciali ed Urgenti del Tribunale di Messina il 16 Febbraio con sentenza emessa dal Giudice Antonino Orifici a favore di Arcapel il successivo 6 Luglio.

Arcapel (avvocato Carmelo Torre La Barbera) contestava il provvedimento preso a suo danno da eBay Italia Srl nella forma e nel merito. Nella forma perchè la sospensione era stata erogata sulla base di clausole vessatorie non espressamente sottoscritte e pertanto non valide ed inoltre la procedura di sospensione dell’account www_arcapelsrl_it non era stata preceduta da alcun preavviso e, priva di contestazioni specifiche, aveva come motivazione una generica ‘insoddisfazione degli acquirenti’ e la violazione delle regole di eBay senza alcun dettaglio che potesse permettere ad Arcapel di difendersi dalle accuse. Cosa peraltro non prevista dall’Accordo con l’utente. Nella sostanza il provvedimento era del tutto ingiustificabile in quanto l’account eBay di Arcapel aveva il 99,6% di feedback positivi e solo due negativi recenti dei quali si contestava la validità e che, comunque, non potevano giustificare una sanzione come la sospensione definitiva dalla piattaforma.

Gli avvocati di eBay (Marco Berliri, Paola La Gumina e Giuseppe Gullo) in rappresentanza di eBay Europe Sàrl, sostennero infondato il ricorso per una lunga serie di motivi: l’azienda citata in giudizio (eBay Italia Srl) non è la responsabile legale della piattaforma italiana di eBay essendolo invece eBay Europe Sàrl; nonostante la sospensione Arcapel poteva continuare la sua attività sul proprio sito web e quindi mancava dei requisiti per chiedere la procedura d’urgenza; la giurisdizione italiana non ha competenza a giudicare eBay Europe SARL – società lussemburghese – essendo irrilevante, ai fini del dibattimento in corso, che l’Accordo con l’utente indichi il Foro di Milano per le controversie sul pagamento delle tariffe; avendo sottoscritto l’Accordo con l’utente, Arcapel ne aveva accettato tutti i punti, compreso quello che attribuisce ad eBay il potere di permettere o impedire l’accesso alla sua piattaforma; il ricorrente aveva violato le Regole previste dall’accordo creando con il suo comportamento commerciale insoddisfazione negli acquirenti come dimostrano i feedback negativi ed, infine, che eBay, essendo un mero fornitore di spazio web, non ha titolo ne obbligo di verificare la congruità dei giudizi negativi espressi dagli utenti. Per queste ragioni gli avvocati di eBay chiesero il rigetto del ricorso e l’imputazione ad Arcapel di tutte le spese processuali e di quelle sostenute da eBay.

Tutte queste obiezioni furono rigettate da Tribunale con queste motivazioni: effettivamente eBay Europe Sàrl era controparte dell’Accordo con l’utente ma nella piattaforma italiana di eBay tutto portava a pensare che eBay Itala Srl ne fosse il gestore (all’epoca il registrant del sito ebay.it era Alessandro Coppo, Direttore generale di eBay Italia Srl); il fatto che Arcapel disponeva di propri siti web nei quali continuare la sua attività commerciale non annullava il danno dell’interruzione della sua attività su eBay, considerando il ruolo determinate assunto dalla piattaforma nel commercio elettronico (“la presenza sulla piattaforma di eBay appare indispensabile ai fini della sopravvivenza della società, attesa la ormai notoria rilevanza che la suddetta piattaforma ha assunto nel mondo del commercio elettronico“) e pertanto la richiesta della procedura d’urgenza era da considerarsi legittima. Per quanto riguarda la giurisdizione italiana, a parte che essa è esplicitamente indicata nello stesso Accordo con l’utente, la competenza del Giudice italiano è prevista dalle normative italiane e comunitarie (art. 5 Reg. CE n. 44/2001: “la persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro” …”in materia di illeciti civili dolosi o colposi, davanti al giudice del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire“). In merito alla sostanza del provvedimento di sospensione a tempo indeterminato, qualità e quantità dei risultati negativi conseguiti da www_arcapelsrl_it, essendo irrisori nel contesto del profilo complessivo dell’account, non potevano giustificare un provvedimento così drastico e definitivo. Rigettata anche la pretesa di essere eBay un hosting provider con nessun potere sulle valutazioni degli utenti perchè in contrasto stridente con il funzionamento complessivo della piattaforma ed infine che il provvedimento era illegittimo sotto il profilo legale in quanto derivato da clausole contrattuali vessatorie e non esplicitamente sottoscritte.

In seguito a queste valutazioni, il Giudice condannò eBay Europe Sàrl a riammettere l’account Arcapel ed al pagamento delle spese processuali e di quelle legali sostenute dal ricorrente. La sentenza fu accettata da eBay che non avanzò ricorso mentre Arcapel avviò un secondo giudizio, ancora in corso, per ottenere il risarcimento dei danni subiti. In un altro articolo racconteremo il contenzioso attuale, interessante non solo per gli aspetti giuridici ma anche per le mène che eBay, con la complicità di PayPal, sta mettendo in campo per rendere la vita difficile ad Arcapel.

La sentenza di Messina, ripresa due anni dopo in un successivo ed eguale contenzioso tra eBay ed il PowerSeller clotec ed egualmente conclusa con la sconfitta di eBay, è un serbatoio di argomenti giurisprudenziali nel contenzioso tra eBay ed i tanti venditori professionali cacciati dalla piattaforma. A favore di questi ultimi. Di seguito gli originali della sentenza

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