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Bufala: violare l'home banking
aBay ed i truffatori, accoppiata micidiale
2009, un anno di truffe
Stanno distruggendo il commercio online italiano
Domenica 3 Gennaio 2010
Alle 19 di ieri 2 Gennaio 2010, nelle 30 categorie merceologiche di eBay.it, si vendevano 6.211.167 oggetti. Migliaia in più o in meno, é la dimensione del 'listing' giornaliero della piattaforma italiana.
Di queste vendite, eBayabuse ne controlla, mediamente, duecento al giorno. Non duecentomila, duecento e basta.
Bene, cioé male: dal 1 Gennaio al 25 Dicembre 2009, in 3145 Sconsigli abbiamo segnalato 951 account per truffe ed altri imbrogli. Degli sconsigliati, 588 sono stati successivamente sospesi, 40 sono scesi tra il -2 e l'80%, 19 tra l'80 ed il 98%, 58 hanno reso privati i feedback, 123 hanno subito un furto d'account, 12 si sono prestati a falsi dropship.
Dei restanti 111, 27 account sono direttamente collegati alla banda dei mariglianesi e gli altri 84 pesantemente coinvolti in storie di aste annullate, accuse di truffa, registrazioni con dati falsi, abuso od omissione di Partiva IVA e ragione sociale, copia di aste altrui, offerte al rialzo su proprie vendite, commercio intensivo di feedback falsi, vendita di orologi, scarpe, borse, abbigliamento, monete e strumenti musicali contraffatti; hanno spacciato clone cinesi per Nokia ed iPhone, venduto auto ed altre merci inesistenti, evaso lil Fisco, promosso lotterie clandestine, fatto bagarinaggio ...
Un bilancio tanto più impressionate perché é il risultato di controlli su solo duecento dei sei milioni di aste pubblicate ogni giorno su eBay.it .
Naturale, quindi, la domanda: se si controllasse tutta la piattaforma, che numeri verrebbero fuori? Quante le truffe, quante le vittime?
Una risposta non c'é: non l'ha eBayabuse che non possiede i mezzi per un monitoraggio globale e non l'ha neanche eBay che, dall'avvento di Alessandro Coppo alla guida della piattaforma, é abbandonata a sè stessa, gestita da una mezza dozzina di dipendenti impegnati nella fatturazione e da un sistema di messaggistica automatica che dovrebbe badare a tutto il resto, compresa l'autenticità delle merci messe in vendita e la correttezza dei dati forniti alla registrazione.
La risposta non l'hanno le varie Polizie e la Magistratura, sempre impegnate in qualcosa di più importante e caratterizzate da una incomprensibile indifferenza per il fenomeno delle truffe online.
E non ce l'ha la politica che, da come ne parla, neanche sa cosa sia Internet.
Ma anche se nessuno ce l'ha, la risposta c'é ed é anche semplice: migliaia di truffe giornaliere, grandi e piccole, inprovvisate o da truffatori professionali, per merci che non arrivano affatto o che arrivano tarocche. E con un fatturato che può tener testa a quello della criminalità organizzata che, comunque e almeno per quanto riguarda la contraffazione, certamente é ben presente su eBay.it.
Per farsi un'idea di quella che potrebbe essere la dimensione di questo fatturato, si consideri che solo le sei truffe imputabili alla banda abruzzese che fa capo a Maurizio Aramino (bilbet_it, matz-larnè, dg_elettronica, unix_italy, ocraflus e only_elettronic) hanno fatto incassare agli organizzatori più di un milione di euro.
E' vero che si tratta di maxi truffe scandite nel tempo di due anni ma Matteo Aldrovandi, Rosario De Lucia, Antonio Mombello, Lucia Trausi, Giovanni Sapone, Giuseppe Gigante, Arturo Menzio, Giovanni Guerrera, Giuseppe Marco Montalto, Angelo Benedetti, Danut Cretu, Gianluca Curatolo, Luciano Cordiero, Elvidio Cedrola, Giuseppe Perna, Angelo Benedetti, Daniela Avram, Domenico Diliso, Marian Georgescu, Francesco Lacirignola, Mirko Di Castri, Oscar Duina, Lucia Esposito, Viorel Costin Lutu, Enrico Mascali, Pietro Mazzola, Giancarlo Rabascio, Patrizia Pagliuso, Guido Sabetta, Anna Sacco, Domenico Sautto, Pierina Scarpato, Mauro Sgambati e altre centinaia di soggetti simili, nel 'piccolo' delle loro truffe quotidiane non realizzano di meno e, grazie all'inettitudine del Team Sicurezza di eBay ed all'assenza dello Stato, hanno trasformato la piattaforma italiana in una trappola per topi, un luogo nel quale le probabilità di essere truffati, nei settori più frequentati, si stanno avvicinando al 50%. Un disastro.
L'insipienza, la corruzione, l'ignoranza dei nostri politici gli impedisce di accorgersi che sta andando in fumo il commercio elettronico italiano. Una formidabile fonte di gettito fiscale, di occupazione, sviluppo economico e sociale, abbandonata al marketing predatorio di eBay e ad una moltitudine di truffatori da quattro soldi che con le leggi della Repubblica italiana ci si pulisce il culo.
Torneremo sull'argomento; intanto questo é un primo estratto dei controlli che dal 1 Gennaio al 25 Dicembre 2009 abbiamo fatto su eBay.it, il più grande sito di truffe online d'Europa.
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