Le ragioni dell'ordinanza messinese
Bufala: violare l'home banking
Buonismo del Tribunale di Vigevano
Di nuovo graziato Aldrovandi
Si é capito: inutile denunciarlo
Mercoledì 1 Luglio 2009
Conclusa a Vigevano il 24 la causa contro Matteo Aldrovandi, rinviato a giudizio alla fine dell'anno scorso per truffa, sostituzione di persona, accesso abusivo a sistemi informatici, a carico decine di denunce per gli stessi reati e con già all'attivo almeno una condanna a sei mesi graziosamente sospesa dallo stesso Tribunale. Anche stavolta Aldrovandi era imputato dei soliti reati e anche stavolta ha trovato un giudice dal cuore d'oro: quattro mesi di reclusione, pena sospesa, non menzione.
In sostanza Aldrovandi sta ancora truffando su eBay in Italia, Inghilterra e Olanda (in realtà ci risulta che in questi giorni stia trascorrendo un meritato periodo di ferie all'estero), ancora registra account con dati altrui e non solo può continuare a farlo con il beneplacito della Legge ma non possiamo neanche scrivere che sia un truffatore.
In questo Paese che fa acqua da tutte le parti, le leggi sono una opzione, una discrezionalità di competenza del temperamento, dell'umore, delle relazioni, delle conoscenze tecniche del magistrato chiamato ad applicarle.
Una delle tante vergogne che stanno espellendo l'Italia dal consesso dei Paesi civili.
Nelle piccole e nelle grandi questioni, i Codici sono quotidianamente sbeffeggiati da chi dovrebbe difenderli ed applicare; e il caso del Diversamente Onesto Matteo Aldrovandi non appartiene alle piccole questioni ma é il simbolo di un'area criminale vastissima che 'gira' ogni anno milioni di euro, fa migliaia di vittime, sta distruggendo il futuro del commercio online italiano ed é sostanzialmente e formalmente impunibile.
I cittadini italiani hanno molte ragioni per vergognarsi della propria magistratura, la sentenza di Vigevano ne ha aggiunta un'altra.
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